
E' abitudine abbastanza comune quella di miscelare indebitamente Libertà e Democrazia.
Questo legame, che pur risulta naturale come l'olio con il pane, è forte solo nelle apparenze. Esiste una sostanziale differenza che separa i due termini e non sempre lo sposalizio si rivela una così dolce unione.
Se la democrazia è la possibilità data al popolo di governare, pur con modalità differenti da paese a paese, la libertà è un concetto più generico, ma dai significati altrettanto forti. Parole così radicate nella nostra cultura da essere state scelte, debitamente spartite, come indelebile (e retorico) marchio di fabbrica dai teorizzatori del malriuscito bipolarismo Italiano.
Evitando di sembrare un noioso enciclopedico, arrivo subito al dunque: si può essere liberi senza necessariamente governare, anche solo in maniera indiretta?
La libertà è splendida, credo nessuno vi rinuncerebbe volontariamente. Per contro, la democrazia tanto amata dai rappresentanti dell'intelletto, finisce spesso per essere snobbata dal popolo più modesto. Che non vota, o vota controvoglia, e che si disinteressa della politica e dei mostri che essa genera.
Se lo si interpella su una manovra del governo, scrolla le spalle dicendo che non segue tali argomenti. O magari sfoggia senza convinzione qualche slogan da tifo calcistico debitamente adattato al proprio partito del cuore. Ma se gli domandi se si sente libero, non esiterà a risponderti di sì e che mai vi rinuncerebbe.
Ha ragione o è un illuso? Me lo sono chiesto spesso, senza arrivare ad una risposta convincente. Ma un dubbio atroce, giorno dopo giorno, mi sta assalendo: che non sia forse meglio una oligodemocrazia rispetto ad un sistema che pretende di dare a tutti i costi la parola anche a chi non la vuole?
Siccome mi farebbe alquanto schifo arrivare ad accettare questa conclusione, spero sinceramente che un giorno non troppo lontano qualcuno di sufficientemente credibile e privo di una certa squallida retorica mi convinca del contrario.
2 commenti:
L'ho sempre pensato. Indubbiamente la Democrazia non è il metodo di governo più efficiente.
Credo comunque che sia utile chiarire il concetto di Libertà.
Sul discorso sulla "presunta" felicità o senso di Libertà, (di popolo e d'Italia aggiungerei) del popolo più modesto... questo richiederebbe un post tutto suo..
Caro Nicola,
se parliamo di "efficienza" sono pienamente d'accordo, purtroppo questo termine, sicuramente perfetto quando si parla di un'azienda, riferito ad un governo non rappresenta necessariamente qualcosa di positivo. La Germania Nazista, per intenderci, non era una democrazia ed era molto efficiente...
Ma il punto è: vale la pena barattare la propria libertà in cambio di questa efficienza? Oppure, per non estremizzare troppo, è accettabile sentirsi liberi pur lasciando il compito di governare (e decidere) a qualcun'altro di più "illuminato"?
La risposta viscerale è "no". Ma le motivazioni pratiche quali sono?
Queste sono le mie perplessità e per questo vorrei che qualcuno mi spiegasse in termini PRATICI (e non solo teorici o ancor peggio utopici) quanto valga la democrazia e che benefici porti alla società.
Domanda per nulla retorica: vorrei DAVVERO convincermi senza riserve che la democrazia, magari quella diretta, rappresenti la massima espressione di governo concepita dagli esseri umani.
Spero che un giorno questo avvenga.
A presto,
Marco
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